Vivi una fede concreta (Romani 12:1-2)
Introduzione
Bauman, famoso sociologo polacco, afferma che viviamo in una “modernità liquida”, secondo cui tutto è instabile e provvisorio.
Il problema della concretezza emerge, perché le persone faticano a costruire qualcosa di solido, duraturo e concreto: le relazioni sono sempre più disimpegnate, l’identità è sempre meno marcata e definita, non esistono più impegni stabili e duraturi.
La sua analisi mostra una società mancante di radicamento e continuità, dove si evidenziano disimpegno e frammentarietà.
Al contrario il brano di oggi ci incoraggia a vivere una fede concreta e impegnata.
Che cos’è la concretezza secondo la parola di Dio?
La concretezza non è l’attivismo, non è nemmeno zelo senza discernimento, ma è piuttosto ricercare e comprendere la volontà di Dio, per ubbidirvi e metterla in pratica. La concretezza ha a che fare più con il discernimento spirituale, la maturità cristiana, la santità; quindi, con “l’essere più che con il fare”.
Ma veniamo ora al testo di oggi
Questo testo ci mostra che l’incontro con Dio, attraverso il Vangelo, produce un cambiamento profondo, anche se non sempre riscontrabile e visibile nell’immediato.
Quando Paolo dichiara “Vi esorto”, non ci rivolge un semplice invito, ma ci richiama ad una decisione radicale e concreta, che incoraggia a intraprendere un percorso che trasforma tutta la vita.
Questa trasformazione nasce dalla potenza del Vangelo e dalla misericordia di Dio. È proprio la sua grazia, che ci permette di rispondere a Lui, in modo pieno e concreto.
Infatti, è Dio stesso l’artefice del nostro cambiamento, come afferma Paolo: “E’ Dio che produce in voi il volere e l’agire…” (Fl 2:13).
Paolo attraverso questo brano ci mette davanti a tre sollecitazioni:
La prima sollecitazione è
Offri tutto te stesso .
“Vi esorto a presentare i vostri corpi” (v. 1).
Dio dà valore alla nostra corporeità, poiché non vuole solo una fede intima e interiore, ma desidera una vita concreta, consacrata e vissuta completamente per Lui.
Quando si parla di “corpo”, non si intende solo l’aspetto fisico, ma si intende tutta la nostra persona, fatta di pensieri, emozioni e azioni.Dio desidera che tutto ciò che siamo, gli sia offerto completamente: nella preghiera, nella lode, ma anche nella vita quotidiana.
A volte si pensa che la fede riguardi solo l’interiorità (la contemplazione di stampo cattolico, classico), ma non è così. Poiché la Bibbia insegna che, tutta la nostra vita deve glorificare Dio, in tutto quello che siamo e facciamo: “Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio” (1 Co 10:31).
Seguire Cristo, significa dare una forma concreta alla nostra fede, nelle scelte di ogni giorno. Questo però richiede impegno e disciplina.
Paolo stesso dice: “Tratto duramente il mio corpo…” (1 Co 9:27). L’opera appartiene a Dio, ma noi siamo chiamati ad essere santi, come Dio è Santo, e a consacrarci a Lui totalmente.Non si tratta di negarsi, ma di imparare a orientare la propria vita, verso ciò che è giusto, lasciandosi guidare dallo Spirito.
Il corpo è lo strumento con cui viviamo, agiamo e ci assumiamo responsabilità davanti a Dio.
La seconda sollecitazione è
2. Vivi ogni giorno per Dio.
Paolo parla di “sacrificio vivente”.
Può sembrare strano, eccessivo e incomprensibile tutto questo, ma significa offrire a Dio una vita reale, vissuta ogni giorno con dedizione e consacrazione.
Il culto non è solo un momento domenicale in chiesa, ma è piuttosto uno stile di vita quotidiano.
È un “culto razionale”, cioè consapevole, che coinvolge mente, cuore e azioni, e ha quindi a che fare con tutto noi stessi: “Gesù disse: Ama il Signore Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (Mt 22:37).
Non si tratta di gesti esteriori o rituali, ma di una relazione vera con Dio, che conduce ad un’adorazione frutto di una comunione profonda con il nostro Signore.
Al tempo di Paolo, alcuni come i Giudei si fermavano alle forme religiose, altri come i Greci separavano spirito e corpo.
Paolo invece insegna che tutto deve essere unito, poiché la vita intera è un culto a Dio: “Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1 Co 6:20).
Il vero culto, quindi, è vivere ogni giorno in risposta alla grazia ricevuta da Dio.
La terza sollecitazione è
3. Non seguire il mondo, cambia mentalità.
Paolo invita a non conformarsi al mondo, ma a vivere in modo alternativo in questo mondo.
Questo anticonformismo significa riconoscere che il mondo è destinato a passare.
Infatti molte cose di questo mondo sembrano attraenti, apprezzabili, durevoli, ma in realtà la parola di Dio ci dice che, seppur seducenti e attrattivi, le cose di questo mondo durano poco, e soprattutto danno poco.
Il Vangelo, invece, riguarda ciò che è eterno, e quindi non passa, non scade, non va mai fuori moda, ma rimane efficace in eterno, in quanto è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede (Rm 1:16).
Allora l’invito che viene dalla parola di Dio, è di investire il nostro tempo e le nostre energie, in ciò che ha valore duraturo. Non lasciarci orientare dalle mode, dai desideri o dalle apparenze. Ma a rinnovare la nostra mente, come afferma Paolo: “Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente” (Ro 12:2).
Il modo in cui pensiamo, influenza tutta la nostra vita.
Per questo dobbiamo rivedere le nostre idee, le abitudini, le priorità e i valori alla luce della Parola di Dio.
I cristiani sono chiamati a vivere una trasformazione reale e visibile, a proseguire il nostro cammino, cogliendo ogni occasione per crescere, nella conoscenza della volontà di Dio e nella realizzazione del suo piano in questo mondo, sapendo che:
La volontà di Dio:
- È buona, poiché
È il meglio per noi, anche quando, non la comprendiamo completamente.
- È accettevole, poiché
Quando la comprendiamo, impariamo a desiderarla e ad accoglierla.
- È perfetta, poiché
Porta a una vita piena, vera e soddisfacente.
In una società liquida come la nostra, è una sfida immensa proclamare la concretezza e l’integrità del vangelo di Cristo, ma ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio.
In una società disimpegnata come la nostra, è complicato promuovere l’impegno, la santità, e l’integrità, ma non dipenderà dalla nostra forza o dalla potenza umana, ma dalla potenza dello Spirito Santo come afferma Zaccaria (4:6).
Conclusione e applicazioni
① OFFRI TUTTA LA TUA VITA A DIO.
Non vivere una fede solo interiore e intima:
usa il tuo corpo, le tue azioni e le tue scelte per onorare Dio ogni giorno.
Chiediti: quello che faccio glorifica Dio?
② TRASFORMA LA TUA QUOTIDIANITÀ IN UN CULTO.
La fede non è solo nei momenti spirituali:
ogni giornata, ogni gesto, ogni decisione può diventare un’offerta a Dio.
Vivi in coerenza con ciò che credi.
③ NON SEGUIRE IL MONDO, CAMBIA MENTALITÀ.
Non lasciarti guidare e attrarre da mode e apparenze:
investi piuttosto in ciò che è eterno, e lascia che Dio rinnovi il tuo modo di pensare.
④ ACCETTA UN CAMMINO DI TRASFORMAZIONE PERMANENTE.
La crescita richiede tempo, costanza e decisione:
non fermarti e non accontentarti, ma continua a lasciarti trasformare da Dio, vivendo la sua volontà buona, perfetta e piena.
Chiudiamo con una preghiera.