Cogli il tempo di Dio (Luca 19:36-44)
Introduzione
Garimberti ha una sua idea del tempo, secondo cui esiste un appiattimento del tempo focalizzato al solo presente. Secondo lui manca l’ancoraggio al passato e quindi la prospettiva del futuro.
Leggiamo insieme Luca 19:36-44
In questo brano, Luca riporta le parole di Gesù: “Perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata” (v. 44b.
Questo è un invito a riflettere, sulle occasioni che ci vengono offerte da Dio, per comprendere la sua volontà e fare scelte opportune.
Il primo richiamo che ci viene da questo brano è
Comprendi il momento .
(dare un significato e un valore al tempo: dare prospettiva e spessore al tempo).
Luca racconta l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, quando è accolto da una folla festante. Le persone stendono i loro mantelli, per onorarlo e gridano: “Benedetto il Re che viene nel nome del Signore”. In quel momento sta accadendo qualcosa di emotivamente coinvolgente e di spiritualmente straordinario.
Gesù era già stato a Gerusalemme varie volte, fin da giovane. Conosceva quella città, ne conosceva gli odori, i dolori e le gioie.
Ma questa volta, vedendola dall’alto, scoppia a piangere per quello che sta per accadere, infatti afferma che: “Vedendo la città, pianse su di lei” (v. 41).Gesù vede ciò che gli altri non vedono: vede il rifiuto, la chiusura, la mancanza di comprensione. Quelle persone avevano visto miracoli e avevano ascoltato le sue parole, ma non hanno capito realmente e non avevano riconosciuto “la via della pace” (v. 42).
Il suo dolore nasce dal fatto che non hanno colto il momento particolare che stavano vivendo: Gesù li stava visitando per condurli a Lui, ma loro, anche se inizialmente lo onorano, non colgono la portata delle suo messaggio, non ricevono le sue parole e non si ravvedono.
→ Questo succede anche oggi: molti vedono, ascoltano, partecipano… ma non comprendono veramente.
Spesso mettiamo tutto sullo stesso piano, senza distinguere ciò che è davvero importante da ciò che è invece superficiale.
Viviamo senza una scala di priorità. Senza distinguere le cose “che sono” da quelle “che non sono” e non valgono nulla. Senza investire sulle cose di Dio che creano benessere, e disinvestire su quelle del mondo, che non riempiono e non aggiungono nulla alla nostra vita.Il secondo richiamo è
2. Non rimandare.
(ci fa venire in mente che le opportunità di Dio sono preziose - come si dice: “il tempo è denaro”).
Dio è paziente. È “lento all’ira” ci dice la sua Parola (Ne 9:17).
Gesù era stato più volte a Gerusalemme e aveva aspettato che le persone si aprissero alla verità.
Dio ha sempre dimostrato una grande pazienza:
ha aspettato secoli prima della venuta del Messia, ha dato anni di tempo al suo popolo sperando comprendesse, e ancora oggi continua ad aspettare pazientemente, affinché si riceva il suo vangelo.
Ma la sua pazienza non è una scusa per rimandare.
Non è nemmeno un alibi per l’indifferenza o la superficialità.
Dio aspetta perché desidera la salvezza e il cambiamento dell’uomo.
Vuole che tutti arrivino al ravvedimento e che chi lo conosce ubbidisca, cresca e sia trasformato (1 Tm 2:4).
Anche oggi è un’occasione importante: per chi non conosce Dio, per conoscerlo ed essere salvato; per chi già lo conosce, per crescere e cambiare davvero.
Il terzo richiamo è
3. Decidi di cambiare.
(il tempo significa cambiamento: in un modo o in un altro ci sarà un cambiamento inevitabile, quindi decidiamo in quale direzione cambiare).
Le parole di Gesù sono anche un rimprovero netto: “Non hai riconosciuto il tempo nel quale sei stata visitata”.
La folla si era entusiasmata, aveva provato grandi emozioni, ma non aveva fatto una vera scelta di campo.
Non aveva capito che quella poteva essere l’ultima occasione.
Gesù prova dolore per questa occasione perduta, e il suo, è il dolore di chi ama e viene rifiutato.
Dio non desidera distruggere, ma desidera ricostruire, e vuole un cambiamento reale nella nostra vita.
Le lacrime di Gesù sono un invito a fermarsi, ad ascoltare, a riflettere e ad aprire il cuore alle sue parole. Il cambiamento non è solo capire, ma è decidere di fare un passo diverso, alternativo per essere trasformati dalla sua grazia.
Il cambiamento è mettersi in discussione davanti a Dio, e accettare l’idea che abbiamo bisogno di essere liberati dai nostri idoli, guariti dalle nostre malattie e riformati nel nostro modo di pensare e di vivere.
Il quarto richiamo è
4. Metti in ordine la tua vita.
(se voglio cambiare nella giusta direzione devo dare ordine e priorità alla mia vita).
La pazienza di Dio ha uno scopo: trasformare la nostra vita, mettendola in ordine, per dargli valore, dignità e scopo. Solo se abbiamo come centro Dio, possiamo dare ordine alla nostra vita. Solo se abbiamo come centro il suo regno, possiamo dare priorità alla nostra vita.
Dio è un Dio di ordine e non di confusione, e chiede a noi che ogni cosa sia fatta con dignità e con ordine (1 Co 14:33, 40).
È importante verificare le nostre priorità, le nostre convinzioni, la nostra fedeltà e la nostra santità.
Riguardo al tempo, solo se sai cosa è importante, puoi cogliere le occasioni e dare ordine alla tua vita.
A volte perdiamo tempo in cose inutili, senza accorgerci di ciò che conta davvero. Spesso ci alimentiamo come dice Paolo di “favole profane”, invece di esercitarci alla pietà e al regno di Dio.
Riguardo alle occasioni mancate, chissà quante volte Dio ci ha parlato, e noi non abbiamo ascoltato?
Quante opportunità sono passate, senza essere state colte?
Conclusione e applicazioni
① Discerni ciò che conta davvero.
Fermati e rifletti, poiché non tutto ha lo stesso valore. Impara a distinguere l’essenziale dal superficiale, e chiediti se stai riconoscendo quello che Dio sta facendo nella tua vita.
② Non rimandare, ma rispondi oggi.
Non abituarti alla grazia come se fosse scontata. Questo è il tempo che Dio ti dà: usalo bene, cercalo e cogli le opportunità che ti sta offrendo.
③ Scegli Dio con decisione.
Non fermarti alle emozioni, ma riconosci i tuoi errori, e decidi di cambiare davvero, creando spazi concreti per ascoltare Dio nella preghiera e nella sua Parola.
④ Prendi una posizione chiara.
Oggi puoi scegliere da che parte stare: accogli ciò che Dio ti mostra e inizia un cambiamento reale e radicale nella tua vita.
Gesù avrebbe potuto reagire con durezza, invece piange, perché Gerusalemme non ha colto la visita di Dio.
Ma non sempre ci sarà tempo, opportunità, occasioni, poiché arriva un momento in cui le chance sono finite.
Non c’è nulla di più doloroso e tragico, del rimorso per ciò che non abbiamo colto. A volte la vita cambia per una sola decisione, presa nel momento opportuno.
Puoi coglierla e farla tua, oppure puoi lasciare che tutto resti così com’è.
Ma ogni scelta ha delle conseguenze: positive o negative, giuste o sbagliate.
Oggi è il tempo di scegliere per aprirsi a un cambiamento radicale nella tua vita. Cogli il tempo di Dio. Preghiamo!