Fai parte della storia di Dio (Deuteronomio 26:1-11)

Introduzione

Viviamo in un tempo in cui si dimentica tutto molto in fretta.
Si corre sempre avanti, si pensa al prossimo impegno, alla prossima cosa da fare, ma spesso si va avanti senza fermarsi a riflettere. E quando perdiamo la memoria, perdiamo anche la direzione davanti a noi.

Anche nella vita spirituale può succedere la stessa cosa. Possiamo vivere le giornate senza ricordare davvero ciò che Dio ha fatto per noi. Per questo la Bibbia ci richiama spesso a ricordare.

Paolo scrive: “La fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo” (Ro 10:17).
La fede cresce quando ricordiamo la Parola di Dio e le sue opere nella nostra vita.

Ricordare non significa vivere nel passato, ma significa vivere il presente, sapendo di appartenere alla storia di Dio.

Leggiamo insieme Deuteronomio 26:1-11.

Questo brano mostra al popolo d’Israele, come vivere nella terra promessa, senza dimenticare il Signore. Dio insegna al suo popolo a ricordare chi è, da dove viene e cosa ha ricevuto.

Anche noi oggi abbiamo bisogno di ricordare ciò che Dio ci ha dato di essere e ciò che ci ha dato.

  1. Abbiamo una parola che ci guida.

    Il testo dice: “Tu pronuncerai queste parole” (v. 5). Ricorderai tutta la storia che io ho tracciato nella tua vita.

    Dio voleva che il suo popolo ricordasse i suoi insegnamenti. Israele non doveva vivere seguendo il momento o le emozioni che traeva in quel momento, ma doveva vivere seguendo la Parola di Dio.

    Per questo gli israeliti portavano delle nappe sulle loro vesti, per ricordare i comandamenti del Signore (Nu 15:39-40). Anche alla chiesa di Sardi viene detto: “Ricordati quello che hai ricevuto e udito” (Ap 3:3).

    La Parola di Dio dà stabilità alla vita.
    Quando manca un riferimento chiaro, si vive in modo confuso e disordinato. Oggi tante persone cambiano idea continuamente, seguono quello che sentono, o quello che il mondo propone. Ma chi vive sotto la guida della Scrittura, trova una direzione sicura.

    Nel brano di Deuteronomio, Israele doveva ricordare che Dio lo aveva liberato dall’Egitto con potenza. Quella liberazione non era soltanto un fatto storico: ma era la prova della fedeltà e della potenza di Dio.

    La storia del popolo di Dio passa attraverso la schiavitù, la liberazione, il deserto e la gioia. Dio salva il suo popolo per portarlo a vivere per Lui.

    Anche per noi la Parola e la chiesa devono avere un posto centrale. Dio continua ancora oggi a guidare il suo popolo attraverso la Scrittura. Non basta ascoltare la Parola: dobbiamo anche vivere secondo ciò che essa ci propone.

2. Abbiamo una vita da ricordare.

Israele doveva ricordare anche la propria esperienza con Dio.
Dio li aveva liberati dalla schiavitù, e quel ricordo doveva restare vivo nel loro cuore.

Anche noi abbiamo bisogno di ricordare cosa Dio ha fatto nella nostra vita. Paolo dice agli Efesini: “Eravate senza speranza e senza Dio nel mondo” (Ef 2:12). Ricordiamo questo, perché è importante e fa parte della nostra storia!

Quando dimentichiamo da dove veniamo, e da dove Dio ci ha tirati fuori, perdiamo facilmente la gratitudine e l’umiltà.

Per questo Dio dice: “Ricordati di tutto il cammino che hai fatto” (De 8:2).

Non solo dei momenti belli, ma anche delle prove. Anche i tempi difficili fanno parte dell’opera di Dio nella nostra vita. Spesso è proprio nel deserto “di quei momenti”, che Dio ci insegna a fidarci di Lui.

Noi vorremmo cancellare il dolore e le difficoltà, ma Dio usa anche quelle esperienze per formarci e trasformarci.

La domanda importante è: da dove vengo?

Finché viviamo lontani da Dio, restiamo vuoti e senza una vera meta. Ma quando incontriamo Cristo, troviamo finalmente il nostro posto nel mondo, e il significato della nostra vita.

Allora nasce il desiderio di vivere per Lui, e di offrirgli il meglio della nostra vita.

È importante ricordare i momenti in cui Dio ci ha visitati, sostenuti, cambiati e guidati. La memoria dell’opera di Dio ci aiuta a restare saldi nella fede.

3. Facciamo parte della storia di Dio.

In Deuteronomio 26 Israele riassume la propria storia dicendo: “Mio padre era un Arameo errante”.

Tutto parte da Abramo, un uomo debole, chiamato da Dio a vivere per fede. Israele doveva ricordare che la propria storia non era costruita sulla forza umana, ma era edificata sulla grazia di Dio.

Anche noi dobbiamo ricordare questo.
Se oggi siamo salvati e possiamo stare davanti a Dio, è solo grazie all’opera di Cristo. Lui ha vinto il peccato, ha portato il nostro peso sulla croce, e ci ha riconciliati con Dio.

La storia di Abramo, Isacco, Giacobbe, degli apostoli e della chiesa è anche la nostra storia. Noi siamo in continuità con loro e facciamo parte del popolo di Dio.

A volte i credenti pensano alla fede solo in modo personale, come se tutto iniziasse da loro. Ma la nostra fede ha radici profonde, poiché nasce dalle promesse di Dio e dall’opera di Cristo nella storia.

Esiste un solo popolo di Dio, e una sola storia della salvezza.

Ricordare questo dà forza e profondità alla nostra fede. Ci fa capire che non siamo soli, ma siamo parte della chiesa di Dio attraverso i secoli.

Nel deserto Dio mise alla prova il popolo, per mostrare cosa c’era nel loro cuore. Molti seguirono apparentemente il Signore, ma il loro cuore era lontano da Lui.

Anche oggi Dio guarda il cuore.
Per questo dobbiamo chiederci: di quale storia faccio parte? Sto vivendo davvero per Dio?

La memoria nella Bibbia non serve solo a ricordare delle informazioni. Serve a vivere con fedeltà, consacrazione e responsabilità.

Molti nella Scrittura hanno pregato dicendo: “Ricordati di me”. E Dio si è ricordato di loro: di Anna, di Giuseppe, del ladrone sulla croce.

Dio non dimentica il suo popolo.
E non dimentica nemmeno noi, che siamo parte del suo popolo.

Per questo vogliamo ricordare gli insegnamenti ricevuti, le esperienze vissute con Dio, e la grande storia di cui facciamo parte.

Siamo parte della storia di Dio. E siamo chiamati a vivere per la sua gloria la nostra storia.

Abbiamo ricevuto una fede, un’eredità spirituale e una chiamata. Ora siamo chiamati a vivere con impegno nella chiesa e nel mondo.

Abbiamo un messaggio da annunciare, e una testimonianza da portare, nelle realtà dove Dio ci ha messo.

Conclusione e applicazioni

Questo brano ci lascia quattro insegnamenti pratici.

① Vivi sotto la guida della Parola.

Non lasciare che siano le emozioni o il mondo a guidarti. Fai della Parola di Dio il punto di riferimento delle tue scelte.

② Ricorda quello che Dio ha fatto per te.

Non dimenticare da dove Dio ti ha preso. Ricorda la sua grazia, il suo aiuto e la sua fedeltà.

③ Vivi come parte del popolo di Dio.

La fede non si vive da soli. Dio ti ha chiamato a far parte della sua chiesa, e della sua storia.

④ Testimonia Cristo dove vivi.

Hai ricevuto un messaggio, un’esperienza e una speranza. Vivili e condividili con gli altri, nel luogo dove Dio ti ha posto.

Preghiamo.

 
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Vivi una fede concreta (Romani 12:1-2)