Dove stai investendo la tua vita (Marco 14:1-11)
Introduzione
Questo brano del Vangelo riporta uno dei momenti più bui della storia della salvezza: quello che parla del tradimento nei confronti di Gesù.
Un complotto silenzioso, organizzato dai capi religiosi e dagli scribi, uomini che avrebbero dovuto custodire la Parola di Dio e guidare il popolo, ma che invece cercano di catturare e uccidere di nascosto il Figlio di Dio.
E all’interno di questo complotto troviamo una ferita ancora più profonda, quella della partecipazione a questo tradimento, da parte di Giuda Iscariota, uno dei Dodici rappresentata già da Davide nel Salmo 55:12 che annunciava: “Se mi avesse tradito un nemico, l’avrei sopportato, se un avversario avesse cercato di sopraffarmi, mi sarei nascosto da lui; ma sei stato tu, l’uomo che io stimavo come mio pari, mio compagno e mio intimo amico…”. Non un estraneo o un nemico di Gesù, ma un suo discepolo, uno che aveva vissuto a stretto contatto con Lui. Uno che aveva ascoltato i suoi insegnamenti, visto i suoi miracoli e servito Gesù. Eppure, uno come Giuda decide di tradire il suo Maestro per una somma di denaro per eliminarlo.
Ma, nel mezzo di questa brutta storia, il Vangelo apre uno squarcio di luce sorprendente.
Accanto al tradimento degli uomini potenti e all’infedeltà di un discepolo, compare una donna anonima, in apparenza insignificante, che compie un gesto di amore e di devozione totale: versare sul capo di Gesù un olio profumato, prezioso, costoso per onorarlo.
Questo brano ci pone davanti a una domanda inevitabile:
DOVE STAI INVESTENDO LA TUA VITA?
su cosa stai investendo, e come stai investendo le risorse che Dio ti ha affidato?
In questo brano emergono tre modi di investire, tre tipologie di investitori, tre generi di cuore.
In primo luogo, ci sono
Gli investitori “tradizionali”.
I capi religiosi possono essere paragonati ai grandi investitori che gestiscono enormi capitali e che, con le loro decisioni, condizionano i mercati fino a causare il fallimento di molte aziende. Allo stesso modo, i capi religiosi usano il loro potere per condizionare il popolo, cercando di allontanarlo da Gesù e dal suo vangelo.
Spesso si tradisce quando si guarda solo al vantaggio immediato, senza riconoscere il valore che si ha o che potrebbe acquisire nel tempo. È quello che fecero i capi religiosi: che invece di riconoscere Gesù come il Messia atteso e di lasciarsi mettere in discussione dai suoi insegnamenti, decidono di ucciderlo per difendere e mantenere il loro potere.
Lo stesso accade a Giuda, che sceglie di tradire Gesù per un guadagno immediato, scambiando qualcosa di eterno con qualcosa di illusorio e di poco conto. I capi religiosi, temendo di perdere autorità e prestigio, “investono” tutto per eliminare Gesù, perché metteva in pericolo il loro potere.
All’inizio erano incuriositi da Gesù, ma quando le sue parole iniziano a smascherare il loro legalismo e a mettere in discussione la loro interpretazione della legge e della tradizione, decidono di combatterlo fino a organizzare la sua morte. Questo loro “investimento” però si rivela un fallimento totale, perché: riescono sì a farlo crocifiggere, ma non a fermare il suo progetto né la diffusione del vangelo.
Pur avendo influenzato una persona fragile come Giuda Iscariota, non riescono a bloccare il piano di salvezza che Dio aveva stabilito di realizzare attraverso Gesù.
In secondo luogo, ci sono
2. Gli investitori “speculativi”.
Giuda può essere visto come un investitore che punta sul denaro, pensando di ottenere un facile guadagno. Alla fine, però perde tutto: il denaro, la sua anima e la sua vita. Pieno di rimorso cerca di restituire i soldi ai capi religiosi, ma questi li rifiutano, e rinnegano a loro volta l’accordo fatto con lui.
Spesso non riflettiamo abbastanza sui nostri piccoli o grandi tradimenti, sui compromessi o sulle zone d’ombra della nostra vita. Eppure, dovremmo ricordare che l’anima non ha prezzo, così come la verità. Giuda era stato scelto come discepolo di Gesù, ma invece di seguirlo e servirlo fedelmente, decide di tradirlo, rinunciando alle promesse eterne per un guadagno immediato e illusorio.
Ancora oggi molte persone “vendono” la propria anima per il potere, il denaro, il successo o la carriera. E quali sono i risultati di tutto questo?
Anche tra i credenti ci sono pessimi investitori: doni e opportunità che, invece di portare frutto e gloria a Dio, vengono sprecati. Uomini e donne con dei talenti enormi che invece di onorare Cristo, finiscono per disubbidirgli e disonorarlo.
Il tesoro dei capi religiosi era il potere, la tradizione e il mantenimento delle apparenze; quello di Giuda era il denaro e il guadagno facile. Tutti questi “tesori” li hanno portati alla rovina.
Qual è invece il tuo tesoro? Dove hai messo il tuo cuore? Perché, come dice Gesù: “Dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore” (Matteo 6:21).
La Parola di Dio ci invita a cercare tesori in cielo, che durano e portano frutto, e non cercare tesori terreni, che si rovinano, creano problemi, conflitti e ci allontanano da Dio.
Infine, veniamo ad un terzo tipo di investitore: una donna che incarna un modo diverso di dare valore a ciò che conta davvero, cioè
3. Un’investitrice “lungimirante”.
Nel Vangelo di Marco viene raccontata la storia di una donna che unge il capo di Gesù con un olio profumato molto prezioso. Questo gesto esprime il suo amore e la sua profonda devozione per Gesù, ed è in forte contrasto con il tradimento di Giuda e l’odio delle autorità religiose.
Questa donna era considerata “estranea”: essendo donna, non aveva il diritto di entrare in quella stanza se non per servire. Non poteva parlare, interrompere un’autorità religiosa né tantomeno toccare un uomo, perché la legge e la cultura ebraica del tempo lo vietavano. Per questo viene rimproverata per il suo gesto considerato irriverente e uno spreco di denaro che, sarebbe stato meglio venderlo per aiutare i poveri.
Gesù però non la rimprovera affatto, ma al contrario, la loda e la difende, riconoscendo in lei una fede sincera e una devozione totale, molto diversa dall’atteggiamento di Giuda e dei capi religiosi che lui condanna.
Questo episodio mette in luce anche l’ipocrisia e la falsità dei capi religiosi, che fingono di preoccuparsi dei poveri ma in realtà criticano la donna, perché il suo gesto smaschera la loro incoerenza e falsità. Inoltre, disprezzando il gesto, offendono anche Gesù, come se non fosse degno di un dono così prezioso, nonostante Marco lo presenti chiaramente come “il Cristo, il Figlio di Dio” (Marco 1:1).
Gesù difende la donna dicendo: “Lasciatela stare, perché le date noia? Ha fatto un’azione buona verso di me”. Così mostra che Lui guarda alle intenzioni del cuore, non alle apparenze.
Infine, Gesù afferma che il gesto della donna sarà ricordato ovunque sarà annunciato il Vangelo, poiché questa donna ha compreso che il messaggio di Gesù passa attraverso la sua morte e resurrezione, fondamentali per la salvezza di coloro che vi crederanno.
Conclusione
Fratelli, solo Cristo è il Signore degno di essere onorato e l’unico in cui vale la pena investire tutto quello che siamo e abbiamo. Solo Lui, attraverso la sua morte e resurrezione, può donarci il perdono e una vita nuova. Anche nei momenti di crisi e di incertezza, Cristo rimane il migliore “investimento”.
Giuda e i capi religiosi non hanno resistito alle tentazioni del potere e dell’avidità. La donna invece ha investito tutto ciò che aveva, con fiducia e fedeltà.
E noi? In cosa stiamo investendo la nostra vita? Dove mettiamo le nostre risorse e il nostro cuore? Sapremo restare fedeli nelle difficoltà e nelle tentazioni, o ci faremo condizionare da esse? Vegliamo e facciamoci monitorare continuamente dal Signore!
Preghiamo.